Chi commette atti di violenza deve essere chiamato a risponderne

Berna, 22.11.2016 - La Svizzera dispone di un’ampia offerta di consultori e programmi educativi contro la violenza in famiglia e nei rapporti di coppia. Tuttavia soltanto un numero esiguo di autrici e autori che commettono atti di violenza ne usufruisce, benché proprio il lavoro con queste persone sia importante per migliorare la protezione delle vittime. Su questo tema, il 22 novembre 2016 si è svolto a Berna un convegno nazionale che ha riunito oltre 250 professionisti del settore.

La violenza domestica è un fenomeno molto diffuso in Svizzera. Nel 2015, la polizia è intervenuta oltre 14 000 volte (vale a dire più di 40 volte al giorno) e ha ricevuto oltre 9195 denunce per violenza domestica (il 78 % delle quali a carico di uomini). Secondo le ultime stime dell'associazione professionale svizzera dei consultori contro la violenza (Fachverband Gewaltberatung Schweiz, FVGS), nel 2015 circa 1500
persone sarebbero ricorse a un'offerta di consulenza. Partendo da questi dati ci si può chiedere quali siano le possibilità per chiamare in modo più efficace a rispondere dei loro atti le autrici e gli autori di violenza e prevenire così nuovi maltrattamenti. Questo tema è stato al centro di un convegno nazionale tenutosi il 22 novembre 2016 a Berna, che ha riunito oltre 250 professionisti del settore.

Come dichiarato dalla direttrice dell'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo (UFU) Sylvie Durrer in apertura del convegno, le autrici e gli autori di violenza devono confrontarsi con i loro comportamenti. Soltanto con questo lavoro sulla propria persona è possibile migliorare in modo duraturo la protezione delle vittime e dei bambini che crescono in contesti familiari intrisi di violenza. Nonostante numerosi Cantoni dispongano di offerte in tal senso, le autorità si dimostrerebbero piuttosto prudenti nell'indirizzarvi i potenziali interessati. È quanto affermato da Marc Mildner, presidente della FVGS, che sostiene la necessità di un maggiore impegno e di un migliore coordinamento in quest'ambito.

Nella prassi quotidiana, però, l'approccio più efficace al problema della violenza domestica si è rivelato proprio quello proattivo. Questo modo di procedere prevede che la polizia trasmetta i recapiti dell'autrice o dell'autore di violenza a un consultorio specializzato, che provvede in seguito a contattare e invitare a un colloquio gli interessati. Alcuni Cantoni l'hanno già integrato nelle loro leggi, con il risultato che il numero delle consulenze è cresciuto in modo significativo.

Il convegno nazionale è stato organizzato dall'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo.


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3003 Berna


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