Il Consiglio federale raccomanda di accettare la riforma della previdenza professionale

Berna, 24.06.2024 - Il 22 settembre 2024 i votanti saranno chiamati a esprimersi sulla riforma della previdenza professionale. Questa prevede misure per migliorare il finanziamento di rendite future e la copertura assicurativa delle persone che lavorano a tempo parziale e di quelle con salari particolarmente bassi. Contro la riforma è stato lanciato il referendum.

Negli ultimi anni la pressione sulla previdenza professionale è aumentata progressivamente. Da un lato, è da molti anni che le casse pensioni realizzano minori rendimenti. Dall’altro, la speranza di vita aumenta e le rendite devono quindi essere versate più a lungo. Oggi, dunque, nella parte obbligatoria della previdenza professionale le rendite non sono finanziate adeguatamente.

Riduzione dell’aliquota di conversione

Con la riforma si affronta il problema del finanziamento delle rendite. A tale scopo, l’aliquota di conversione nella parte obbligatoria della previdenza professionale sarà ridotta dall’attuale 6,8 per cento al 6,0 per cento. Questa aliquota serve per calcolare l’ammontare della futura rendita. Attualmente è troppo alta: gli averi di vecchiaia dei pensionati non sono infatti più sufficienti per finanziarne le rendite. Per impedire il più possibile la riduzione delle rendite future, il Consiglio federale e il Parlamento hanno deciso misure volte a compensare l’abbassamento dell’aliquota di conversione.

Aumento del salario assicurato

La prima misura compensativa prevede un aumento del salario assicurato nella previdenza professionale obbligatoria. Attualmente vi è assicurata soltanto la parte del reddito che supera i 25 725 franchi all’anno. La riforma prevede che in futuro sia assicurato l’80 per cento del salario. In questo modo sarà assicurata una parte molto più elevata del salario rispetto a oggi, soprattutto per le persone con redditi bassi, il che nella maggior parte dei casi permetterà di aumentare notevolmente la loro rendita futura. A tal fine, i salariati e i loro datori di lavoro verseranno alla cassa pensioni contributi salariali più elevati, per un importo stimato a 1,4 miliardi di franchi all’anno.

Supplemento di rendita per la generazione di transizione

L’incremento dei contributi di risparmio individuali per la vecchiaia avrà effetto soltanto dopo un certo periodo di tempo. Pertanto, quale seconda misura compensativa è previsto un supplemento di rendita per coloro che raggiungono l'età di pensionamento nei 15 anni successivi all’entrata in vigore della riforma. L’importo di tale supplemento dipenderà dall’anno di nascita e dall’avere di vecchiaia accumulato, ammonterà al massimo a 200 franchi al mese e sarà versato per tutta la vita. Secondo le stime, questa misura costerà complessivamente circa 800 milioni di franchi all’anno e sarà finanziata dalle casse pensioni nonché tramite i contributi salariali di tutti i lavoratori e i datori di lavoro.

Inoltre, in futuro i datori di lavoro dovranno versare alla cassa pensioni contributi più alti per i dipendenti più giovani e più bassi per quelli più anziani. La riforma ridurrà così la potenziale penalizzazione dei lavoratori più anziani sul mercato del lavoro.

Abbassamento della soglia d’entrata

La riforma facilita anche l’accesso alla previdenza professionale. Attualmente vi sono assicurate soltanto le persone che guadagnano più di 22 050 franchi all’anno presso un unico datore di lavoro. Chi non raggiunge questa soglia o guadagna poco non riceve in seguito alcuna rendita o ne riceve soltanto una esigua. Questa situazione riguarda principalmente le donne. Rispetto alla media, infatti, le donne sono più spesso occupate a tempo parziale o per diversi datori di lavoro. Inoltre, lavorano più spesso in settori caratterizzati da salari bassi. Per migliorare la previdenza professionale delle persone con redditi modesti, la riforma prevede di abbassare la soglia d’entrata a 19 845 franchi. Si stima che in questo modo 70 000 persone in più potranno essere assicurate nel 2° pilastro. Altre 30 000 persone con più impieghi avranno ulteriori redditi modesti assicurati nella previdenza professionale.

Migliore copertura assicurativa per molte persone con redditi modesti

La riforma riguarda in primo luogo le casse pensioni che offrono unicamente le prestazioni minime previste per legge o poco più. Saranno soprattutto le persone con redditi modesti affiliate a queste casse pensioni a beneficiare di una migliore copertura assicurativa. A tale scopo, verseranno ogni mese, insieme ai propri datori di lavoro, contributi di risparmio più alti rispetto a quelli attuali. La maggior parte dei salariati dispone di una previdenza professionale che prevede prestazioni ben al di sopra di quelle minime stabilite per legge. La riforma non ha dunque alcuna ripercussione diretta sulle loro rendite future. Queste persone finanzieranno una parte del supplemento di rendita per la generazione di transizione. La riforma non riguarda invece le persone che già oggi percepiscono una rendita.

Gli argomenti degli oppositori

Un comitato ha lanciato il referendum contro la riforma della LPP. Secondo il comitato le rendite delle casse pensioni sono in calo da anni e per molti lavoratori sono troppo basse. Con la riduzione dell’aliquota di conversione al 6,0 per cento gli assicurati rischiano di ricevere una rendita ancora più bassa. Nel contempo, molti lavoratori con redditi bassi dovranno versare più contributi salariali. Insomma, pagheranno di più ma riceveranno rendite più basse. A beneficiarne sarà invece l’industria finanziaria che gestisce i fondi delle casse pensioni, che continuerà a guadagnare miliardi a scapito degli assicurati.

Gli argomenti del Consiglio federale

Per il Consiglio federale e il Parlamento la riforma è necessaria per garantire nuovamente un finanziamento adeguato e duraturo delle future rendite della previdenza professionale obbligatoria. Inoltre, grazie alla riforma molte persone con redditi modesti potranno beneficiare di una migliore previdenza per la vecchiaia. Saranno soprattutto le donne a essere interessate. Grazie alla riforma molte di loro potranno percepire una rendita più alta del 2° pilastro, mentre altre potranno affiliarsi per la prima volta a una cassa pensioni. Grazie alla riforma, le casse pensioni che offrono soltanto le prestazioni minime stabilite per legge o poco più potrebbero rafforzare le proprie basi finanziarie. A trarne beneficio sarebbero gli assicurati, in quanto si ridurrebbe il rischio che siano loro a dover coprire i deficit di finanziamento.


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