Consiglio federale e Parlamento raccomandano di respingere l’iniziativa sulle cure infermieristiche e di accettare il controprogetto indiretto

Berna, 12.10.2021 - Il 28 novembre 2021 gli elettori saranno chiamati a esprimersi sull’iniziativa popolare «Per cure infermieristiche forti (Iniziativa sulle cure infermieristiche)». I promotori dell’iniziativa chiedono che la Confederazione e i Cantoni promuovano le cure infermieristiche e garantiscano che queste siano sufficienti, accessibili a tutti e di elevata qualità. Il Consiglio federale e il Parlamento ritengono eccessive le richieste dell’iniziativa, alla quale contrappongono un controprogetto indiretto. Per promuovere la formazione e la formazione continua, il controprogetto prevede che venga stanziato fino a un miliardo di franchi sull’arco di otto anni.

Le cure infermieristiche sono un pilastro importante dell’assistenza medica e il bisogno di cure aumenta costantemente. Dato l’invecchiamento della popolazione, nei prossimi anni saranno più diffuse anche malattie come il cancro, il diabete e i disturbi cardio-circolatori. Per preservare la qualità delle cure, occorre formare più personale infermieristico.

L’iniziativa chiede di sancire la promozione delle cure infermieristiche nella Costituzione federale

I promotori dell’iniziativa chiedono che la Confederazione e i Cantoni riconoscano e promuovano le cure infermieristiche quale tassello fondamentale dell’assistenza sanitaria, in particolare garantendo l’accesso a cure infermieristiche di elevata qualità a tutta la popolazione e la disponibilità di un numero sufficiente di infermieri diplomati. A tutela della qualità delle cure, gli operatori del settore devono essere impiegati conformemente alla loro formazione e alle loro competenze.

I promotori dell’iniziativa chiedono anche che la Confederazione disciplini in modo vincolante le condizioni di lavoro negli ospedali, nelle case di cura e nelle organizzazioni di assistenza e cura a domicilio. Essa dovrebbe ad esempio emanare disposizioni sull’importo degli stipendi o assicurare una migliore conciliabilità tra famiglia e lavoro, per esempio disciplinando i piani di servizio. In questo modo interferirebbe con le competenze dei Cantoni, delle strutture sanitarie e delle parti sociali, che oggi stabiliscono di comune accordo le condizioni di lavoro e gli stipendi.

Secondo l’iniziativa, la Confederazione dovrebbe inoltre garantire l’adeguata remunerazione delle cure infermieristiche. Se le tariffe delle prestazioni venissero aumentate, le strutture sanitarie potrebbero suddividere il lavoro tra più operatori, il che conferirebbe maggiore attrattiva alla professione e migliorerebbe la qualità delle cure.

L’iniziativa chiede infine che gli infermieri possano fatturare determinate prestazioni direttamente all’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie o ad altre assicurazioni sociali. Oggi, in linea di principio, possono fatturare soltanto le prestazioni prescritte da un medico.

Il controprogetto indiretto del Consiglio federale e del Parlamento

Anche il Consiglio federale e il Parlamento intendono rafforzare la professione infermieristica, ma a loro parere l’iniziativa va oltre il necessario, soprattutto per quanto riguarda le condizioni di lavoro e la remunerazione. Il Parlamento ha pertanto adottato un controprogetto indiretto che accoglie le richieste principali dell’iniziativa e consente un’attuazione più celere. Il controprogetto prevede che la Confederazione e i Cantoni stanzino circa un miliardo di franchi per i prossimi otto anni allo scopo di promuovere la formazione. Grazie agli sforzi di Confederazione e Cantoni, negli ultimi anni il numero dei diplomi è notevolmente cresciuto. Con la campagna d’informazione prevista dal controprogetto, questi sforzi saranno proseguiti e intensificati senza soluzione di continuità.

Anche il controprogetto indiretto offre al personale infermieristico la possibilità di fatturare determinate prestazioni direttamente a carico dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie. Nel contempo prevede però un meccanismo di controllo finalizzato a impedire un aumento delle prestazioni e, di conseguenza, dei costi della salute e dei premi delle casse malati a carico della popolazione. Tiene inoltre conto del bisogno di cure delle persone con patologie complesse o che necessitano di cure palliative.

Il controprogetto, che il Parlamento ha accolto a larga maggioranza, entra in vigore se l’iniziativa viene respinta e sempre che non sia contestato, con successo, mediante referendum.

Gli argomenti dei contrari: contrastare la carenza di infermieri

Secondo il comitato, la carenza di infermieri è da tempo una realtà. Il nostro Paese forma troppo poco personale infermieristico e sono troppe le persone che, esauste, abbandonano la professione dopo qualche anno. Soltanto grazie a un numero crescente di infermieri provenienti dall’estero si riescono ad assicurare le cure necessarie. Il controprogetto indiretto del Parlamento non basta: si concentra sulla formazione, ma mancano le misure per fare in modo che gli infermieri restino fedeli alla professione.

Gli argomenti del Consiglio federale e del Parlamento: no al disciplinamento delle condizioni di lavoro

Il Consiglio federale e il Parlamento ritengono che l’iniziativa vada oltre il necessario, in particolare perché esige che la Confederazione disciplini le condizioni di lavoro del settore delle cure infermieristiche. Buone condizioni di lavoro e stipendi equi sono effettivamente importanti per conferire più attrattiva alla professione e fare in modo che gli infermieri restino fedeli al loro lavoro. Il disciplinamento di questi aspetti deve tuttavia restare di competenza di ospedali, case di cura e organizzazioni di assistenza e cura a domicilio, insieme ai Cantoni e alle parti sociali. Il controprogetto, inoltre, fa in modo che in tempi brevi vengano formati più infermieri.

Anche i Cantoni raccomandano di respingere l’iniziativa e di sostenere il controprogetto indiretto. Ritengono incontestata la necessità di agire per rafforzare le professioni infermieristiche, ma reputano che fissare nella Costituzione il rafforzamento, in particolare di una singola categoria professionale, non sia la strada giusta. Il controprogetto prevede già una serie di misure vincolanti e di rapida attuazione per alleviare la carenza di personale specializzato.


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