Domande e risposte

Vigilanza sulle fondazioni: quando la competenza spetta all'autorità federale e quando a quella cantonale?

Per stabilire se una fondazione è sottoposta alla vigilanza dell'autorità federale è necessario considerare la portata geografica delle sue attività. La Confederazione è tenuta a vigilare sulle fondazioni attive in Svizzera e/o a livello internazionale. L'autorità federale di vigilanza sulle fondazioni raccomanda di definire nell'atto costitutivo, per esempio nell'articolo sul fine, la portata geografica delle attività della fondazione. Tale indicazione può essere generica (p.es. «La fondazione opera a livello nazionale e internazionale / è attiva in tutta la Svizzera») o precisa (con l'indicazione del Paese, del continente ecc.).

Qual è il capitale iniziale necessario per costituire una fondazione?

L'articolo 80 CC prescrive che «per costituire una fondazione occorre che siano destinati dei beni al conseguimento di un fine particolare».

Per «destinazione dei beni» si intende la cessione di beni patrimoniali di uno o più fondatori alla costituenda fondazione. Quest'ultima non ha un proprietario, ma diventa proprietaria del patrimonio ceduto.
L'entità di questo capitale iniziale deve essere tale da consentire alla fondazione di svolgere un'attività degna di questo nome. In altre parole, i beni necessari per costituire una fondazione devono essere commisurati allo scopo perseguito. La semplice prospettiva di potenziali entrate future non costituisce un «bene» ai sensi dell'articolo 80 CC.

L'autorità federale di vigilanza constata regolarmente che i beni destinati sono insufficienti. Dato che i costi amministrativi di una fondazione si aggirano sui 2000 franchi all'anno (tenuta della contabilità secondo le prescrizioni di legge, costi per l'ufficio di revisione richiesto dalla legge, emolumento annuale per il controllo da parte dell'autorità di vigilanza), non basta disporre di un patrimonio senza liquidità.

Secondo la prassi dell'autorità federale di vigilanza, il capitale iniziale (patrimonio netto in contanti) deve ammontare ad almeno 50 000 franchi (Giurisprudenza delle autorità amministrative della Confederazione, GAAC 52, n. 57).

Se la fondazione è stata costituita con un patrimonio netto troppo esiguo, il fondatore deve presentare all'autorità di vigilanza un mezzo di prova dal quale risulti che la fondazione potrà contare su sufficienti liberalità per adempiere al proprio fine o che questo fine può essere perseguito anche con meno di 50 000 franchi (bilanci, piano imprenditoriale ecc.). La semplice prospettiva di mezzi futuri, ricavati nel quadro di una colletta o di altre iniziative di raccolta fondi, non è sufficiente.

Che cosa si intende per «costi amministrativi»?

Nel senso ampio del termine, per «costi amministrativi» si intendono tutte le spese sostenute da una fondazione che non siano direttamente connesse al perseguimento del fine. I costi amministrativi sorgono indipendentemente dai progetti e dalle prestazioni orientati al fine della fondazione e comprendono le spese seguenti:

  • spese di raccolta fondi e pubblicitarie;
  • spese generali di amministrazione della fondazione (gestione, contabilità e revisione contabile);
  • spese di consulenza da parte di terzi;
  • spese generali per il personale, di viaggio e di rappresentanza;
  • onorari, indennità, gettoni di presenza per i membri degli organi della fondazione
  • costi materiali e di manutenzione.

Non rientrano invece fra i costi amministrativi le spese seguenti:

  • spese per prestazioni conformemente al fine della fondazione, inclusa la costituzione dei relativi accantonamenti;
  • spese per il personale e costi materiali direttamente connessi al raggiungimento del fine;
  • ammortamenti;
  • risultato finanziario;
  • spese di gestione patrimoniale.

Formula generale:
Costi amministrativi = Totale spese - Prestazioni conformemente al fine della fondazione - Ammortamenti - Risultato finanziario

Formula di calcolo
in cifre percentuali:                               Costi amministrativi x 100
                                                                              Totale costi

I costi amministrativi devono figurare nel conto annuale, nel rapporto sulle prestazioni e/o nell'allegato al conto annuale, con l'indicazione della loro percentuale rispetto al totale delle spese. L'attribuzione delle uscite alla voce «costi amministrativi» e il calcolo di questi ultimi dipendono dalla struttura e dall'attività di una fondazione. Ad esempio, le spese per il personale o i costi materiali sono calcolati diversamente per una fondazione che distribuisce donazioni oppure per una fondazione che realizza progetti o conduce attività in prima persona (servizio di mediazione, prestazioni di aiuto in loco ecc.).

I conti devono obbligatoriamente essere presentati in franchi svizzeri?

Sì, il conto annuale deve di norma essere presentato in franchi svizzeri (CHF). In casi motivati sono tuttavia ammesse valute come l'euro (EUR) o il dollaro americano (USD) e, in singoli casi, altre valute. In tal caso è necessario indicare perlomeno il tasso di cambio riferito alla data di chiusura dei conti e i principali parametri, in franchi svizzeri (totale di bilancio, patrimonio netto, costi amministrativi).
Se alla conversione sono fatte valere perdite dovute al tasso di cambio, fino a nuovo avviso i conti possono essere presentati anche in euro.

N.B.: il progetto sul nuovo diritto in materia di presentazione dei conti prevede espressamente anche altre valute, diverse dal dollaro americano e dall'euro (a seconda della versione, art. 957a o 958d avamprogetto CO); (http://www.bj.admin.ch/bj/it/home/themen/wirtschaft/gesetzgebung/aktienrechtsrevision.html).

La fondazione deve procedere a una valutazione dei rischi e pubblicarla in allegato al conto annuale?

Il capoverso 1 dell'articolo 83a CC stabilisce che «l'organo superiore della fondazione tiene i libri di commercio della fondazione conformemente alle disposizioni del Codice delle obbligazioni sulla contabilità commerciale» e il capoverso 2 che «se per conseguire il suo fine la fondazione esercita uno stabilimento d'indole commerciale, si applicano per analogia le disposizioni del Codice delle obbligazioni sul rendiconto e la pubblicazione del conto annuale della società anonima».

Pertanto, per il tipo di contabilità da tenere e quindi anche per la pubblicazione della valutazione dei rischi in allegato al conto annuale (art. 663b n. 12 CO; RS 220), è determinante se la fondazione, per conseguire il proprio fine, esercita o meno uno «stabilimento d'indole commerciale».

In assenza di altre disposizioni, per definire il concetto di «stabilimento d'indole commerciale» ci si basa sul principio, stabilito nella dottrina e nella giurisprudenza, secondo cui è considerata «stabilimento d'indole commerciale» qualsiasi impresa che richiede un esercizio commerciale e una contabilità ordinata commisurati al genere e alla portata dell'attività. Non vi sono indicazioni su altre condizioni da soddisfare (p.es. perseguire o realizzare un utile).

Excursus
Per quanto riguarda le disposizioni in materia di presentazione dei conti, la letteratura specializzata ha messo in evidenza come le nuove prescrizioni non incontrino il favore soprattutto delle piccole e medie imprese. Pertanto nella revisione in corso del diritto in quest'ambito si prevede di mantenere l'obbligo della presentazione dei conti soltanto per le grandi imprese, ossia per quelle che già sottostanno all'obbligo di una revisione ordinaria (art. 727 cpv. 1 CO). Per il momento, però, si applicano ancora le disposizioni vigenti.

Per completezza aggiungiamo che, in passato, l'ordinanza sul registro di commercio (ORC; RS 221.411) conteneva diverse disposizioni che definivano il concetto di «impresa in forma commerciale» (art. 52 segg. ORC previgente). Tali norme sono state abrogate con l'ultima revisione dell'ordinanza, entrata in vigore il 1° gennaio 2008.

Come deve essere effettuata la valutazione dei rischi?

Il metodo «classico» per procedere a una valutazione dei rischi consiste nell'applicazione del cosiddetto «Sistema di controllo interno SCI».

Se la fondazione esercita uno stabilimento d'indole commerciale, la valutazione dei rischi e/o il SCI devono essere riportati in allegato al conto annuale (art 663b n. 12 CO). Per quanto riguarda il genere e la portata dell'operazione, sussiste un certo margine di manovra, in quanto sono possibili tre varianti:

  1. nell'allegato è riportato unicamente il processo di valutazione dei rischi;
  2. nell'allegato sono riportati sia il processo di valutazione dei rischi sia tutti i rischi maggiori che hanno un'incidenza diretta sul conto annuale;
  3. nell'allegato, oltre al processo, sono riportati pure tutti i rischi maggiori, sia operativi che strategici.

Di norma, però, dalla documentazione deve risultare:

  1. che il Consiglio di fondazione ha provveduto a effettuare una valutazione dei rischi (p.es. data della seduta rilevante per la questione);
  2. su quale base è stata effettuata la valutazione dei rischi;
  3. quali rischi sono considerati rilevanti per la fondazione;
  4. se del caso, con quali provvedimenti è possibile contrastare tali rischi.

Se la fondazione non esercita uno stabilimento d'indole commerciale, è sufficiente un SCI dai requisiti minimi seguenti:

  1. la tenuta di una contabilità regolare;
  2. il principio del doppio controllo;
  3. nessun accumulo di funzioni.

In questo caso non è necessario (ma nemmeno vietato) riportare una valutazione dei rischi / un SCI in allegato al conto annuale.

Raccomandazione
Raccomandiamo alle fondazioni di discutere la procedura e la portata della valutazione dei rischi insieme al proprio ufficio di revisione. La fornitura di dati che non si limitano a una descrizione minima del processo consente alla fondazione di rafforzare la fiducia nel proprio conto annuale, nella propria contabilità e nelle attività esercitate.

https://www.edi.admin.ch/content/edi/it/home/fachstellen/eidgenoessische-stiftungsaufsicht/domande-e-risposte.html