Razzismo in Internet

Il discorso d’odio razzista non è niente di nuovo, ma con l’avvento di Internet ha assunto una nuova dinamica. Contenuti emotivi e negativi su temi scottanti sono propagati a macchia d’olio da utenti e algoritmi e le organizzazioni di ideologia razzista sanno sfruttare sistematicamente per i loro scopi le possibilità offerte dalla rete.

 

Il discorso d’odio razzista è diffuso sotto forma di testo, messaggio audio o immagini su tutti i canali di Internet: sui portali elettronici dei media tradizionali e su media e reti sociali, vale a dire ovunque ha luogo la comunicazione digitale. Le disposizioni legali applicabili sono diverse secondo i casi. Di norma, il primo filtro è tuttavia costituito dalle misure di autoregolamentazione degli offerenti (cfr. guida giuridica e rapporto SLR 2018).

Il discorso d’odio non ha un impatto soltanto sulle vittime designate, ma anche su chi vi assiste e su terzi «non coinvolti». La continua esposizione a contenuti razzisti genera insensibilità, assuefazione e indifferenza e può anestetizzare il discorso sociale. Le persone direttamente attaccate e gli utenti dissenzienti si ritirano da Internet. Considerata l’importanza della comunicazione digitale e dei social media, questo si traduce nella distorsione, se non nel soffocamento, del dibattito democratico.

 

Segnalazione

È possibile segnalare i contenuti razzisti osservati in Internet. Qui le informazioni in merito.

 
 

Consulenza

Vi sono offerte di consulenza e sostegno anche per gli episodi di razzismo in Internet.

 

 

Prevenzione in Internet

Il Servizio per la lotta al razzismo promuove la prevenzione del razzismo in rete.

Ultima modifica 13.08.2020

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