Genere

Nessuno può essere discriminato a causa della sua appartenenza sessuale o una disabilità. Così recita la Costituzione. Per le donne disabili, tuttavia, questo dettato è ancora ben lungi dall'essere realizzato. 

Se qualcuno parla di parità, chi ascolta pensa subito alla parità tra donna e uomo. Eppure, anche se più in ombra, la parità delle persone con disabilità non è certo meno importante. Due parità distinte, che però hanno qualcosa di più in comune che la sola richiesta di parità di genere. L'incidenza della disabilità sul percorso di vita dipende infatti anche dal sesso. La percezione dominante è però un'altra. In fin dei conti, per i disabili è "tutto completamente diverso". Talmente diverso che spesso ci si dimentica persino che si tratta di donne e uomini.

La disabilità è un filtro estremamente spesso. Chi è disabile ( ma anche chi non lo è) constata regolarmente che una disabilità fa passare in second'ordine tutte le altre caratteristiche che contraddistinguono un individuo. Anche il fatto di essere uomo o donna.

E quando questo per una volta non succede, donne e uomini disabili si scontrano con gli stessi stereotipi cui sono confrontate le persone normodotate. È quindi tanto più importante che nei provvedimenti per la parità dei sessi si tenga conto della disabilità come frequente concausa della disuguaglianza. I due uffici della Confederazione preposti alla parità, l'UFU e l'UFPD, intedono dare visibilità alle situazioni in cui è richiesto l'intervento di entrambi.

https://www.edi.admin.ch/content/edi/it/home/fachstellen/ufpd/pari-opportunita/gender.html