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Interviews, vidéos et articles invitésPublié le 19 mars 2025

«La riforma sanitaria porterà vantaggi molto importanti»

Il 24 novembre si vota sul finanziamento uniforme delle prestazioni ospedaliere e ambulatoriali (EFAS). La responsabile federale della Sanità Elisabeth Baume-Schneider è convinta che questa riforma avrà effetti positivi per gli assicurati che pagano i premi. In questa intervista spiega perché e risponde alle obiezioni dei contrari.

14 novembre 2024 | Corriere del Ticino
Intervista: Giovanni Galli

Signora consigliera federale, lei è impegnata attivamente a sostegno di questa riforma, che ha richiesto 14 anni di lavori in Parlamento. Perché è convinta che EFAS sia la soluzione giusta per contenere i costi della salute?

«Sono convinta che porterà chiarezza e trasparenza nel sistema sanitario. La riforma semplifica il finanziamento, perché sia che siate ospedalizzati, curati dal vostro medico di famiglia o ricoverati in una casa di cura, a ogni situazione sarà applicata la stessa chiave di ripartizione dei costi tra le casse malati e i Cantoni. Questa chiave di ripartizione costituisce un incentivo positivo per valorizzare le cure ambulatoriali, che oggi sono finanziate interamente con i premi dell’assicurazione malattie. È evidente che i trattamenti ambulatoriali - che prevedono il rientro a casa dopo l’intervento - sono meno costosi delle ospedalizzazioni».

Il suo predecessore l’aveva definita la più importante riforma nella Sanità dall’introduzione della LAMal. Concorda?

«Quello che è certo e importante è che il finanziamento uniforme eliminerà gli attuali incentivi negativi che frenano lo spostamento dal settore stazionario a quello ambulatoriale, malgrado questa opzione risponda al buon senso: perché i progressi della medicina lo permettono, perché i pazienti non vogliono restare in ospedale più del necessario, perché favorisce il coordinamento delle cure e perché è nostra responsabilità tenere sotto controllo meglio i costi della salute».

Spostamento verso il settore ambulatoriale meno caro, miglior coordinamento delle cure, eliminazione degli incentivi negativi: sono i principali vantaggi attesi con questa riforma. Che garanzie può dare che funzionerà in un sistema sanitario sclerotizzato come quello svizzero?

«Di fatto l’uniformizzazione del sistema di finanziamento è una dimostrazione che il sistema sanitario può essere riformato. È un passo importante, visto che da anni tutti si lamentano che il sistema è sclerotizzato. Non dobbiamo aspettarci che questa riforma risolva tutti i problemi, ma porterà vantaggi molto importanti».

EFAS, dice il Consiglio federale, contribuirà a frenare l’aumento dei costi della salute e quindi dei premi. In che modo una diversa ripartizione degli oneri dovrebbe portare a questi progressi? E soprattutto, che benefici si potranno attendere gli assicurati confrontati da anni con forti aumenti?

«La riforma avrà due effetti da cui trarranno beneficio gli assicurati che pagano i premi. In primo luogo sui costi, perché optando per il trattamento ambulatoriale al posto di quello ospedaliero nei casi in cui questo è appropriato dal punto di vista medico si privilegia una forma di trattamento meno costosa. In secondo luogo, la riforma pone fine al trasferimento dei costi dai Cantoni ai premi. In effetti, dato che il settore ambulatoriale è attualmente finanziato al 100 per cento dalle casse malati, il progressivo spostamento dal settore ospedaliero a quello ambulatoriale è stato finora interamente a carico di chi paga i premi. La percentuale dei costi della salute finanziati con i premi è quindi aumentata fortemente negli ultimi anni, un’evoluzione che si protrarrà senza la riforma».

I contrari, invece, sostengono che la riforma farà aumentare i premi a causa dell’inclusione delle cure di lunga durata. Come replica?

«Bisogna vedere gli ordini di grandezza. I costi del settore ambulatoriale, che con la riforma saranno cofinanziati dai Cantoni, rappresentano un volume quattro volte superiore a quello delle cure a domicilio o in casa di cura. Anche se con l’invecchiamento della popolazione i costi delle cure aumentano, lo sgravio per chi paga i premi nel settore ambulatoriale è di gran lunga superiore al potenziale aumento dei costi. Per quanto concerne le cure a lungo termine, sono felice che Pro Senectute sostenga la riforma, visto che consolida anche il finanziamento delle cure delle persone anziane e permette loro di restare a casa più a lungo».

Che cosa si sente di dire ai ticinesi? Il Consiglio di Stato si è espresso contro la riforma e non crede che ci saranno miglioramenti sotto il profilo dei premi.

«La nuova chiave di ripartizione dei costi tra le casse malati (73,1 %) e i Cantoni (26,9 %) avrà come conseguenza che quando la riforma entrerà in vigore, la grande maggioranza dei Cantoni dovrà sostenere una percentuale maggiore dei costi sanitari. Per logica, se la quota finanziata dai Cantoni aumenta, quella finanziata con i premi diminuisce. Tenuto conto dell’attuale ripartizione dei costi, gli assicurati ticinesi dovrebbero beneficiare in modo particolare di questo effetto».

Una maggiore efficienza del sistema non si potrebbe ottenere anche senza il finanziamento uniforme?

«La riforma del finanziamento delle prestazioni sanitarie non è una soluzione universale, ma rappresenta un miglioramento importante, che dovrebbe facilitare e sbloccare altre misure complementari. Abbiamo in effetti in cantiere molti altri progetti perché ci sono parecchi ambiti in cui si potrebbe migliorare l’efficacia del sistema sanitario. Dovremmo, ad esempio, sfruttare di più i vantaggi della digitalizzazione per migliorare il coordinamento ed evitare i doppioni».

C’è anche l’accusa che le casse malati avrebbero troppo potere e che le condizioni del personale curante peggioreranno.

«La ripartizione dei ruoli dei diversi attori del sistema sanitario non cambierà. Il ruolo delle casse malati è quello di controllare le fatture e pagarle. Il volume delle fatture da evadere aumenterà, ma la ripartizione delle competenze tra Confederazione, Cantoni e partner tariffali rimarrà la stessa. E le casse malati continueranno a essere sottoposte alla vigilanza dell’Ufficio federale della sanità pubblica. Per quel che concerne il personale curante, anche a me preme migliorarne le condizioni di lavoro. Otterremo questo miglioramento con l’attuazione dell’iniziativa per cure infermieristiche forti, attualmente in corso. La riforma su cui voteremo il 24 novembre non tocca questo tema. Ma il rafforzamento del settore ambulatoriale avrà comunque un impatto positivo, perché un numero minore di ospedalizzazioni potrebbe anche voler dire meno lavoro notturno e nei fine settimana».

Cosa significherebbe un eventuale no alle urne?
«Sarebbe un pessimo segnale. Un no implicherebbe che il sistema non può essere riformato e che dobbiamo accontentarci dello status quo, con un onere sempre maggiore per gli assicurati».

L’entrata in vigore del nuovo tariffario medico TARDOC dal 2026 potrà influenzare positivamente il finanziamento uniforme?

«L’accordo raggiunto dai partner tariffali sul nuovo sistema tariffale è un’ottima notizia per il sistema sanitario. TARDOC e il finanziamento uniforme si completano a vicenda. Il settore ambulatoriale uscirà rafforzato dall’attuazione dei due progetti, a tutto vantaggio in particolare delle cure di base e soprattutto della medicina di famiglia e della pediatria».