Il Consiglio federale nomina i membri della Commissione per il patrimonio culturale storicamente problematico
Berna, 28.01.2026 — Nella seduta del 28 gennaio 2026, il Consiglio federale ha designato la presidenza e i membri della Commissione per il patrimonio culturale storicamente problematico. Incaricata di fornire consulenza al Consiglio federale e all’Amministrazione federale, la Commissione potrà essere interpellata in caso di controversie ed emettere raccomandazioni non vincolanti in merito a opere d’arte trafugate durante il regime nazista o beni culturali di origine coloniale.
Il trattamento del patrimonio culturale storicamente problematico è una questione di importanza storica, internazionale, giuridica, etica e morale e rappresenta un obiettivo centrale della politica culturale della Confederazione. Con l’istituzione di un’apposita Commissione, il Consiglio federale ha creato un organo che potrà essere consultato in caso di controversie ed emettere raccomandazioni non vincolanti in merito a casi specifici. Nella seduta del 28 gennaio 2026, ne ha designato i membri.
La presidenza sarà assunta dall’ex consigliera federale Simonetta Sommaruga, che vanta una grande esperienza politica e un’ampia rete di contatti in Svizzera e a livello internazionale. Gli altri membri sono: Felix Uhlmann (vicepresidente), professore di diritto costituzionale e amministrativo all’Università di Zurigo, Marc-André Renold, avvocato e specialista in diritto dell’arte e dei beni culturali, Regula Ludi, professoressa di storia all’Università di Friburgo, Noémie Etienne, professoressa di storia dell’arte all’Università di Vienna, Nikola Doll, responsabile dipartimento, Centro tedesco per i beni culturali perduti (Deutsches Zentrum Kulturgutverluste), Esther Tisa, specialista in ricerca sulla provenienza del Museo Rietberg, Hanno Loewy, direttore del Museo ebraico di Hohenems, Henri-Michel Yéré, storico e docente all’Università di Basilea e Fabio Rossinelli, storico e ricercatore delle Università di Losanna e di Ginevra.
Le persone designate dispongono di competenze nel trattamento delle opere d’arte trafugate durante il regime nazista e dei beni culturali di origine coloniale. Riunendo esperte ed esperti di diritto, storia, storia dell’arte, ricerca sulla provenienza, museologia ed etnologia, la Commissione assicura un approccio interdisciplinare, indipendente e conforme agli standard internazionali in materia di trattamento del patrimonio culturale storicamente problematico.
Con l’istituzione della Commissione, il Consiglio federale adempie la mozione Pult 21.4403, accolta dal Parlamento. Questo nuovo organo entrerà formalmente in funzione il 1° marzo 2026 e dovrà anzitutto elaborare i propri strumenti di lavoro. Comunicherà nel corso dell’anno a partire da quando potrà essere interpellato secondo le modalità che il Consiglio federale ha definito nell’ordinanza sulla Commissione per il patrimonio culturale storicamente problematico.