Il Consiglio federale adotta il primo Piano d’azione nazionale contro i crimini d’odio nei confronti delle persone LGBTIQ
Berna, 28.01.2026 — Il Consiglio federale intende proteggere più efficacemente le persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender, intersessuali e queer (LGBTIQ) dai crimini d’odio e dalla violenza. A tal fine, nella seduta del 28 gennaio 2026 ha adottato il primo Piano d’azione nazionale che comprende tre campi d’azione: sostegno e protezione delle vittime, prevenzione e monitoraggio.
Negli ultimi anni sono stati compiuti progressi significativi in materia di uguaglianza e diritti delle persone LGBTIQ in Svizzera. La condanna penale della discriminazione e dell’incitamento all’odio basati sull’orientamento sessuale, la dichiarazione semplificata per la modifica del sesso e del nome nel registro dello stato civile e il matrimonio per tutte e tutti sono soltanto alcuni esempi. Nonostante questi progressi a livello legislativo, il quotidiano delle persone LGBTIQ resta segnato da profonde disparità, discriminazioni ed esperienze di violenza verbale, fisica, sessuale e psicologica, con conseguenze rilevanti, soprattutto per la loro salute. Il Consiglio federale ritiene che nessuno, in Svizzera, debba subire discriminazioni o violenze a causa del proprio orientamento sessuale, della propria identità o espressione di genere né delle proprie caratteristiche sessuali. Con l’avvio del Piano d’azione nazionale contro i crimini d’odio nei confronti delle persone LGBTIQ 2026–2030, il Consiglio federale intende creare un ambiente più sicuro e rispettoso per le persone LGBTIQ, proteggendole in modo più efficace da violenze e atteggiamenti ostili e migliorando nel complesso la sicurezza dell’intera società.
Dodici misure a livello federale e cantonale
Il piano d’azione, elaborato dall’Ufficio federale per l’uguaglianza fra donna e uomo (UFU) su mandato del Parlamento e in collaborazione con gli attori coinvolti all’interno e all’esterno dell’Amministrazione federale, mira a ridurre i crimini d’odio e altri atti di violenza e discriminazione nei confronti delle persone LGBTIQ. Si articola attorno a tre campi d’azione – sostegno e protezione, prevenzione, monitoraggio – e comprende dodici misure. Da un lato, prevede misure pragmatiche e realizzabili a breve e medio termine, come organizzare una giornata di formazione sull’assistenza delle persone LGBTIQ vittime di violenza o aggiornare la documentazione sul tema LGBTIQ nel mondo dello sport e migliorarne la visibilità. Dall’altro, il piano punta a integrare in modo duraturo la protezione e l’uguaglianza delle persone LGBTIQ nelle pratiche istituzionali e sociali, ad esempio migliorando l’accesso alle strutture di accoglienza d’emergenza e ai servizi di sostegno per le vittime di violenza, introducendo misure di prevenzione della violenza in ambito sportivo o implementando a livello nazionale uno strumento per la segnalazione di atti di violenza e crimini d’odio.
L’UFU coordinerà l’attuazione e il monitoraggio del piano d’azione. Entro la sua scadenza, nel 2030, verrà redatto un bilancio e si valuterà un’eventuale proroga.
Il piano d’azione è stato elaborato in adempimento del postulato Barrile 20.3820 «Piano d’azione nazionale contro i crimini di odio anti-LGBTQ», accolto dal Consiglio nazionale il 1° giugno 2022. Incaricato della sua elaborazione, l’UFU, nel cui mandato figurano dal 2024 le tematiche LGBTIQ, ha istituito un gruppo di accompagnamento composto da diverse unità dell’Amministrazione federale (DFAE, DnED, fedpol, RSS, SEM, SLR, UFAS, UFG, UFPER, UFSP, UFSPO, UST), da tre conferenze intercantonali (CCPCS, CDDGP, CDOS) e da organizzazioni mantello delle persone interessate (InterAction, LOS, Pink Cross, TGNS).
Piano d'azione nazionale contro i crimini d'odio nei confronti delle persone LGBTIQ 2026-2030