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Comunicato stampaPubblicato il 8 gennaio 2026

L’IPI vince in tribunale contro un’azienda straniera nel primo processo relativo alla «Swissness»

Berna, 08.01.2026 — L’Istituto Federale della Proprietà Intellettuale (IPI) vince dinanzi al Tribunale commerciale del Cantone di Berna contro la società BDSwiss AG. Questa è ora obbligata a rimuovere il termine «Swiss» dal proprio nome e la croce svizzera dal proprio logo, poiché non soddisfa i requisiti di legge per l’uso dell’indicazione di provenienza svizzera.

Per il Tribunale commerciale del Cantone di Berna il fatto che la società BDSwiss AG abbia sede a Zugo non è sufficiente per potersi definire svizzera. Infatti, questo fornitore di servizi finanziari attivo a livello mondiale non è stato in grado di dimostrare che la sua attività a Zugo vada oltre il mero svuotamento di una cassetta delle lettere. Di conseguenza, il giudice ha deciso che BDSwiss AG deve rimuovere il termine «Swiss» dal proprio nome e la croce svizzera dal proprio logo. La sentenza del 26 agosto 2025 è ora passata in giudicato e BDSwiss AG ha tre mesi di tempo per adeguare il modo in cui si presenta al pubblico.

Una sentenza contro un’azienda straniera con sede legale a Zugo

BDSwiss AG è un fornitore di servizi finanziari amministrato a partire da Cipro, la cui clientela si trova principalmente in Germania. In Svizzera sono stati presentati numerosi ricorsi contro questa società, motivo per cui l’IPI è intervenuto più volte e ha infine promosso un’azione in tribunale. Così come le associazioni di categoria e di tutela dei consumatori, l’IPI è autorizzato a intentare azioni civili e a sporgere denuncia penale in Svizzera in caso di uso abusivo del marchio «Swissness».

La legislazione «Swissness»

Il fulcro della cosiddetta legislazione «Swissness» è costituito da norme precise contenute nella legge sulla protezione dei marchi (LPM). Le aziende che desiderano utilizzare l’indicazione di provenienza «Svizzera» devono pertanto garantire il rispetto dei criteri legali e, in caso di controversia, essere in grado di dimostrare che agiscono conformemente alla legge. Possono pubblicizzare i propri servizi come svizzeri soltanto se la loro sede sociale si trova in Svizzera e sono effettivamente amministrate a partire dalla Svizzera. La seconda condizione mira a impedire che una semplice cassetta delle lettere possa essere sfruttata per creare un legame con la Svizzera.

Rilevanza della sentenza per la legislazione «Swissness»

«Con questa sentenza, i criteri «Swissness» sono stati convalidati per la prima volta da un tribunale nel contesto della promozione di servizi presentati come «svizzeri»», spiega Felix Addor, sostituto direttore e consulente giuridico dell’IPI. Inoltre, i requisiti di cui all’articolo 49 LPM rilevanti per la legislazione «Swissness» sono stati interpretati in modo rigoroso, e questo nel caso di un’azienda che fornisce servizi finanziari in Svizzera, ma ha la sede principale all’estero. «Ciò rende questa sentenza particolarmente importante e invia un segnale forte all’estero.»

Difendere l’indicazione di provenienza «Svizzera»: un compito dell’IPI

I prodotti e i servizi svizzeri godono di un’ottima reputazione sia in patria che all’estero. Chi desidera beneficiare del valore aggiunto conferito dalle indicazioni di provenienza svizzera e contrassegnare i propri prodotti e/o servizi con la croce svizzera o con una denominazione come «Swiss» o «Made in Switzerland» deve rispettare le disposizioni di legge in materia di «Swissness» ed essere in grado di dimostrarlo in caso di controversia legale. Le aziende che pubblicizzano i propri prodotti e servizi senza indicazione di provenienza svizzera non sono tenute a soddisfare i criteri «Swissness». In questo modo possono lo stesso creare valore aggiunto, senza dover lasciare la Svizzera come sede di produzione.

Più grande è la fiducia dei consumatori nella provenienza garantita e nella qualità di un prodotto o di un servizio, come ad esempio orologi, cioccolato o servizi bancari, maggiore è il rischio di uso abusivo da parte di contraffattori. Questi pubblicizzano prodotti e/o servizi come «svizzeri» nonostante non soddisfino i criteri previsti dalla legge.

In Svizzera, l’IPI può sporgere denuncia penale o intentare un’azione civile in nome della Confederazione. Possono avviare un’azione civile anche le associazioni di categoria e di tutela dei consumatori, che quindi svolgono un ruolo chiave nell’attuazione dei diritti. Esse hanno la possibilità di segnalare un caso di abuso all’autorità competente o di intentare un’azione civile. Ogni anno, l’IPI interviene contro usi abusivi del marchio «Swissness» in media in 370 casi.